Procida, un'isola da scoprire![]() © Isola di Procida Se l’incomparabile bellezza di queste coste, che incantava Goethe e
affascinava Lamartine, cede il passo lentamente alla modernità, i suoi paesaggi parlano ancora all’immaginazione dei contemplativi.
Prendiamo ad esempio le sue isole.
Tutto è stato detto, scritto, cantato su Capri, Ischia o Procida. Eppure, al di fuori dell’immagine «glamour» divulgata da Capri e dai suoi ospiti illustri, queste tre isole verdeggianti poste tra cielo e mare non hanno perso niente del loro fascino radioso. Procida, la più piccola (4 km2) è anche la più preservata. Meno famosa delle sorelle maggiori, Procida basta a se stessa. Gli abitanti sono più rilassati e più calorosi. Qui si cerca meno di “vendere” l’isola che di farla amare. Un porto preservato
Casette color ocra, panni alle finestre, mamme che discutono da balcone a balcone,
pescatori che rammendano le reti sotto lo sguardo beffardo dei gabbiani: il porto è a immagine della sua isola,
piacevole, colorato, insensibile al tempo che passa, che sembra ignorare questo pezzetto di terra vulcanica e i suoi 10.000 abitanti. Una storia
Quella del borgo fortificato, la Terra Murata, sovrastato dal castello, innalzato dagli Aragonesi nel XVI sec.
Poi trasformato in penitenziario. Fino a quella data, il borgo medievale (VIIsec.) era l’unica zona abitata dell’isola.
Arroccato sul promontorio più alto dell’isola, domina la baia della Marina Corricella, porticciolo di pesca dove le case
variopinte dai tetti a terrazza s’inerpicano su per il fianco della scogliera. Un poema
Il poeta francese Alphonse de Lamartine, quando scoprì l’Italia nel 1811, s’innamorò
di una modesta figlia di pescatori di Procida, di nome Graziella. Di ritorno a Parigi, la dimenticò e lei ne morì di dispiacere.
L’episodio ispirò allo scrittore uno dei più bei poemi della raccolta «Armonie poetiche e religiose» (1830) e un racconto,
Graziella, pubblicato nel 1849. Una star del cinema
Immortalato sullo schermo ne Il Postino (con Philippe Noiret e Massimo Troisi)
e Il talento di Mr. Ripley (con Matt Dammon e Jude Law, remake del film In pieno sole),
il porticciolo della Marina Corricella assapora la celebrità con umiltà.
Qui niente grandi alberghi o complessi devastatori: le case dei pescatori hanno cupole,
arcate e terrazze e sono dipinte di bianco, giallo, ocra e rosa. Nulla sembra cambiato dall’epoca
in cui i giardinieri e i vignaioli dell’isola diventarono marinai per vendere i loro prodotti. Un invito all’indolenza
Amanti del farniente e di paesaggi selvatici, rallegratevi!
A nord dell’isola, le spiagge della Silurenza e della Punta della Lingua vi tendono
le loro braccia salate. I cinefili preferiranno la Cala del Pozzo Vecchio (a ovest),
soprannominata «spiaggia del Postino», una delle più graziose dell’isola.
Più a sud, la lunga spiaggia di Ciraccio (la più attrezzata) è molto aprrezzata
dai napoletani che vengono qui per il week-end. Sulla costa est, la magnifica spiaggia
di Chiaia è troppo frenquentata nel periodo estivo, malgrado i cento e più gradini per
arrivarci. Due belle spiagge, ma da evitare in alta stagione. Coloro che amano l’intimità poetica
e le cale rocciose andranno alla Punta dei Monaci, a nord est dell’isola. | ||
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arte di vivere. |
Procida basta a se stessa. Gli
abitanti sono più rilassati e più calorosi. Qui si cerca meno di "vendere"
l'isola che di farla amare. |
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