Percorrendo la Campania
Se decidi di fare una vacanza a Napoli o a Capri, approfittane per
visitare la Campania!
Questa grande regione fertile e montagnosa che costeggia il Mar
Tirreno cela infatti un mondo di meraviglie come: la costa amalfitana
(classificata Patrimonio Mondiale dall'Unesco), la cittadina di
Ravello arroccata su una scogliera, la Certosa di Padula persa
nell'immenso Parco Naturale del Cilento.
Trovi anche vini e prodotti del territorio genuini al 100% e una cucina di mare deliziosa! La Campania, con le sue diverse province (Avellino, Benevento,
Caserta, Napoli e Salerno), offre paesaggi molto contrastati (dalle
pianure costiere che circondano il Vesuvio alle montagne selvatiche che
s'innalzano nell'entroterra) e non si limita ai siti archeologici di
Pompei ed Ercolanum, né alle isole di Capri e Ischia! Colonizzata in
origine dai Greci e dagli Etruschi nell'VIII sec. a.C., la Campania ha
sviluppato lungo i secoli un'arte del vivere particolarmente raffinata di
cui Pompei fu, certo, il simbolo radioso ed effimero, ma che, dopo
l'Antichità, si è perpetuata fino a noi, in particolare attraverso la
cucina e la coltura della vigna.
Appena usciti dall'aeroporto, prendiamo la strada di Caserta, 29
km a nord est di Napoli. Oltre alla città medievale dominata dalle
vestigia di un castello del IX sec., Caserta è nota soprattutto per
l'immenso Palazzo Reale (soprannominato «la Versailles italiana»)
costruito nel 1751 dall'architetto Luigi Vanvitelli per il re di Napoli
Carlo III di Borbone.
Classificato Patrimonio Mondiale dall'UNESCO, comprende il palazzo, un teatro, lo
splendido parco, un acquedotto faraonico che attraversa 5 montagne e 3
valli su 40 km, ma anche alcuni padiglioni di caccia e un complesso
industriale per la produzione della seta.
Nel Settecento, il Palazzo reale di Caserta era un embrione di piccola repubblica in cui il popolo e i nobili coabitavano in perfetta armonia.
Sulle colline vicine sorge Castel Campagnano, un paesino dove mio padre da piccolo
mi portava con se a fare scorta di vino.In generale, gli Europei conoscono male i nostri vini, i migliori dei quali sono del resto poco esportati. Eppure, da 5 a 30 €, si possono trovare in Campania alcuni vini di una qualità eccezionale. Perse nel cuore di una campagna verdeggiante, trovi alcune aziende vitivinicole che producono vini meravigliosamente aromatici: il pallagrello bianco e nero e il casavecchia.
© Azienda vitivinicola di Castel Campagnano
Nel XVIII sec., questi erano invece i pricipali vitigni delle vigne del re
di Napoli, che apprezzava particolarmente il loro sapore speziato.
Il bianco, maturato in barrique seduce per il suo naso dalle note
di arancia amara e di miele e la bocca molto fresca e leggermente mentolata.
L'assemblaggio di pallagrello nero e di casavecchia possiede un equilibrio impressionante:
questi due vitigni si fondono per offrire al tempo stesso la struttura di
un vino da invecchiamento e l'esuberanza di un concentrato di frutti rossi
(a partire da 7 € la bottiglia).
![]() © Un "calzone napoletano"
Simpatiche pizzerie familiari Qui, niente menù, i piatti sono ogni giorno gli stessi e sono
preparati nello stesso forno a legna: merluzzo, pasta e fagioli, salsiccia
con broccoli... Una cucina semplice e familiare molto apprezzata da una
clientela di habitué.
La pizza, primo fast-food al mondo, è stata inventata a Napoli nel XVIII secolo dove si trovano le migliori pizze del mondo.
("Prima in assoluto al mondo la trovi 'da Michele'
nei pressi di Forcella, se non la mangi lì è come dire "vai a Roma e non vedi il Papa").
Ma anche le pizze preparate qui sono deliziose, in
particolare il calzone farcito mozzarella e ricotta, una specialità di
Salerno.» Prezzo: circa 20 € il pasto.
Dove dormire?Situato
a Amalfi, in una posizione centralissima, a pochi metri dalla spiaggia e dal centro storico
di quella che fu la prima della quattro Repubbliche Marinare, l'
Hotel Marina Riviera - Amalfi si affaccia sul mare. La sua posizione privilegiata ti consentirà di scoprire
facilmente le bellezze della costa amalfitana.
L'albergo a 4 stelle è lussuoso e
moderno e le sue 34 camere spaziose e raffinate sono
con vista sul mare, di fronte al golfo di Amalfi.
Via P Comite 19
84011 Amalfi - Salerno
Tel. +39.089.871104 Fax +39.089.871024
Secondo giorno: la Costiera amalfitana
Dopo due o tre deliziosi caffè ristretti che solo a Napoli puoi gustare,
è fuori discussione, percorrere i 79 km di strada
panoramica che collegano Salerno a Sorrento: ci vorrebbe l'intera giornata
per ammirare tutte le bellezze paesaggistiche, che sono valse alla
costiera amalfitana l'appartenza al Patrimonio Mondiale nel
1997! La selezione che vi propongo vi permetterà invece di avere
un'idea della più bella costa d'Italia, tanto a livello visivo che
gustativo.
![]() © Limoncello sorrentino Il
limoncello, una specialità imperdibile
Grazie alla vicinanza del mare e alla qualità delle terre e del
clima, la Campania offre tutto l'anno lo spettacolo grandioso di giardini
e terrazze straripanti di limoni i cui frutti sono grossi a volte come
meloni! Se il 90 % dei limoni italiani proviene dalla Sicilia, la
varietà locale nostrana è considerata la migliore. È con questi limoni non
trattati dagli aromi potenti che alcune piccole aziende familiari fabbricano il tipico
limoncello: un liquore a base di scorza macerata per tre giorni
nell'alcol. Il limoncello si degusta ghiacciato in piccoli bicchieri come
un digestivo, come la grappa, o il distillato di anice o di finocchio.
![]() © Furore Uno
dei più grandi vini bianchi d'Italia
A 32 km a ovest di Salerno, si trova
Furore, un villaggio arroccato sugli scogli. Per
raggiungerlo, la strada attraversa diversi villaggi di pescatori (come San
Cosma, Castiglione, Pastenalone) e, soprattutto, la bellissima città di
Amalfi dove potete sostare per pranzare.
A Furore viene si produce uno stupendo vino bianco,
eletto per due anni consecutivi il migliore vino d'Italia: una prodezza
per un vino del sud, poiché i vini bianchi più rinomati provengono
normalmente dal Piemonte o dal Veneto!» I più vecchi vigneti,
che hanno un secolo, hanno la particolarità di avere le radici sotto la
strada del villaggio, in modo che i loro tronchi escono orizzontalmente
attraverso un muretto di pietra edificato sotto la carreggiata. Tutte le
vigne sono coltivate a terrazze, da 450 a 600 metri sopra il mare, il che
permette all'uva di beneficiare del vento e della frescura.
Originati dall'assemblaggio di due vitigni tradizionali, il
falanghina e il biancolella, questi vini possiedono una
freschezza, una sensualità e una complessità aromatica veramente
eccezionale per dei vini bianchi del Mediterraneo! Purtroppo non sono
esportati, bisogna venire qui in Campania per
degustarli! ![]() © Amalfi
Un pranzo di sogno a Amalfi
Da Furore, ritorniamo ad Amalfi. Questa cittadina, con il
suo caratteristico insieme di alte case bianche aggrappate alle rocciose
scarpate, si affaccia su un mare azzurrissimo.
Questo sito ammirevole è molto ricercato dai villeggianti e dai crocieristi che
d'estate vengono a gettare l'ancora nelle vicinanze.
![]() © Pan bagnato con pesci crudi e gamberetti
La cucina di Amalfi è un inno emozionante al Mediterraneo. La purezza
e l'apparente semplicità del suo stile contrastano completamente con le
cucine sofisticate della scena gastronomica mondiale di oggi!
La cucina è radicata in questa terra. Dove, all'infuori di qui, si
può mangiare un pesce spada al finocchio avvolto in una foglia di limone?
Dove, ugualmente, si può gustare questa specialità dei pescatori della
costa amalfitana: pan bagnato con pesci crudi e
gamberetti? E dove si possono assaggiare le acciughe ripiene di
formaggio affumicato, ravvivate da una salsa «garum» la cui ricetta risale
all'Antichità, preparata con acciughe fermentate.
Da non perdere, questo piatto che abbina tradizione e modernità: ricotta e
pera servite con una salsa al vino rosso accompagnata da gamberetti crudi talmente delicati e
dolci che si degustano come un dessert! Menu degustazione a partire da 58 €. ![]() © Ravello
Dopo una tale emozione gustativa, saliamo fino a
Ravello, 6 km al di sopra di Amalfi, per toccare con dito
la bellezza sublime. Il paesaggio di questa cittadina medievale di 2.544
abitanti sospesa tra cielo e mare è assolutamente straordinario.
All'inizio, la strada proveniente da Amalfi sale a tornanti
lungo la stretta valle del Drago piantata a vigne e olivi. All'arrivo,
Ravello dà un assaggio di quel che può essere il paradiso, come testimonia
la gotica Villa Rufolo (XIII sec.) citata da Bocaccio nel
Decamerone. Gli aristocratici di tutt'Italia e diversi papi vi
soggiornarono, così come Wagner il quale, nel 1880, vi trovò l'ispirazione
per terminare Parsifal.
Dai giardini fioriti e dalle terrazze barocche della villa il
panorama spazia lungo tutta la costa e il golfo di Salerno. Ogni estate,
la Villa Rufolo accoglie anche un festival di musica classica molto
rinomato, durante il quale i musicisti suonano all'aperto, la
sera.
La Villa Cimbrone, eretta nell'Ottocento, è
l'altro gioiello di Ravello, con i suoi giardini e le terrazze costellati
di busti di marmo. Con un po' di fortuna, riuscirai a trovare una camera
in uno dei due alberghi della città: il Best Western Hotel Marmorata o
l'Hotel Graal. Terzo giorno: direzione le terre!
«È impossibile esplorare la Campania in soli 3 giorni, ma bisogna
assolutamente scoprire altri due luoghi
che valgono il viaggio.» ![]() © Caciocavallo Formaggi di grande bellezza
Il primo indirizzo si trova a Eboli, 34 km a sud est di
Salerno. Il nome di questa città è diventato celebre grazie al bel film di
Francesco Rosi tratto dal libro di Carlo Levi, Il Cristo si è fermato
ad Eboli, che denunciava le condizioni di vita dei contadini nella
prima metà del XX secolo.
Ma contrariamente all'idea che se ne potrebbe avere, questa zona del Sud
Italia non è desertica ma fertile e verdeggiante. Nei sobborghi della
cittadina lavorano alcune aziende diventate un'istituzione per
gli appassionati di formaggio di tutt'Italia! All'inizio si
fabbricava soltanto un'ottima mozzarella di bufala, una delle specialità
locali.**
Poi, si è passato ad affinare nelle proprie
cantine i migliori formaggi del Sud, come il caciocavallo, un
formaggio ottenuto dal latte di un certo tipo di mucche (dette «rosse»)
che si trovano solo nel sud della Campania. Questo formaggio, di colore
scuro, che assomiglia ad una grossa pera, viene affinato da 12 a 48 mesi a
1700 metri di altitudine.
Un'altra meraviglia: il canestrato, un formaggio ovino
della famiglia del pecorino che è stato pressato in un canestro di cui ha
conservato l'impronta, prima di essere affinato per 12 mesi in altitudine.
Un'altro formaggio fantastico: il parmigiano al latte di pecora di
Sardegna affinato nella montagne di Campania. ![]() © La Certosa di Padula La
Certosa di Padula
A 80
km a sud-est di Eboli, la Certosa di Padula è il più
vasto complesso architettonico dell'Italia meridionale. Per
accedervi, attraversiamo l'immenso Parco Nazionale del Cilento, una zona
montagnosa quasi desertica (eccetto qualche villaggio appollaiato in
altitudine, come quello di Castel Civita dove i Madaio possiedono le loro
cantine di affinatura) designata nel 1997 dall'UNESCO nel novero delle
Riserve della Biosfera. In origine, questo parco era il terreno di caccia
favorito del re di Napoli. Siccome le indicazioni stradali sono quasi
inesistenti, il sistema di navigazione satellitare qui s'impone!
La Certosa di Padula, fondata nel 1306, fa parte delle 19 dimore di Certosini ancora esistenti nel mondo. Per innalzare
questo edificio colossale costruito in fondo ad una valle ci vollero in
realtà diversi secoli di lavori. Eccetto il magnifico portale trecentesco
in cedro, che conduce alla chiesa, l'architettura dell'edificio appartiene
essenzialmente al puro stile barocco.
Il grande chiostro, l'imponente scalinata settecentesca
realizzata da Vanvitelli, le gigantesche cucine, il parco disegnato a
regola d'arte. Tutto qui ispira un sentimento di grande
plenitudine.
**La vera mozzarella di Campania è fabbricata con latte di
bufala nella fertile valle del Volturno, tra Salerno, Eboli e Paestum. Dal
1993, la denominazione mozzarella di bufala campana è un marchio
protetto (DOP). |
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![]() Napoli: la felicità è per strada Barocca ed eccessiva,
irresistibile e sconcertante, la città partenopea si prende la rivincita e
mette finalmente in valore il suo patrimonio artistico e la sua singolare
arte di vivere.
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Procida basta a se stessa. Gli
abitanti sono più rilassati e più calorosi. Qui si cerca meno di "vendere"
l'isola che di farla amare.
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Sulle colline vicine sorge Castel Campagnano, un paesino dove mio padre da piccolo
mi portava con se a fare scorta di vino.











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