Una guida per scegliere i titoli “giusti”: investire in azioni è una missione possibile
Investire in Borsa da alcuni anni a questa parte sembra
davvero un passo molto rischioso. Con le nostre analisi su
titoli azionari, abbiamo sempre cercato le migliori scelte,
svolgendo per voi le analisi dei mercati. Con questo
articolo cambiamo prospettiva, mostrandovi gli strumenti per
scegliere le azioni sulle quali puntare. Nella prima parte
di questo articolo vi spieghiamo il metodo che applichiamo
per arrivare alle nostre migliori scelte; nella seconda, in
cinque punti, vi diciamo quali passi compiere... da soli.
Ovviamente vale una premessa: investitori non ci si
improvvisa. Ci vogliono impegno, costanza, pazienza e tempo.
Riconoscere una buona azione
Una cosa difficile da capire è qual è il prezzo giusto di un’azione in relazione a quello di mercato. Il prezzo di un’azione non sempre corrisponde a quello teoricamente “giusto”. I diversi metodi di analisi servono per valutare il prezzo “giusto” di un titolo, confrontandolo con quello di mercato: se al momento il prezzo di Borsa è più basso di quello “giusto”, è un’occasione per acquistare; se invece il prezzo è più alto, è il momento di vendere.
Il nostro metodo
Come determiniamo il nostro prezzo “giusto”? Innanzitutto ci basiamo sull’andamento futuro dei conti della società analizzata.
Poi mettiamo in relazione alcuni elementi di bilancio con
il prezzo dell’azione in Borsa. Ecco nel dettaglio quali
sono:
Il rapporto prezzo-utile. L’utile è quanto resta a
disposizione della società dopo il pagamento dei costi
industriali, degli oneri finanziari e delle tasse.
Il rapporto prezzo-cash flow. Il cash flow è il
volume del denaro contante che l’attività della società
riesce a generare.
Il rapporto prezzo-valore contabile. Il valore
contabile è quanto resta alla società se si vendono
tutte le sue attività al prezzo con cui sono riportate
in bilancio e si pagano tutti i debiti.
I risultati li confrontiamo con i rapporti di società simili. A cosa ci servono? Immaginateli come i prezzi al metro quadro di case simili, nella stessa zona. Più il prezzo è basso, più la casa è conveniente. Lo stesso vale per azioni di società simili: più un’azione, per esempio, ha un rapporto tra prezzo e utile basso rispetto a quello di un’altra azione dello stesso settore, più sarà a buon mercato.
Nella nostra analisi consideriamo anche il rendimento atteso del titolo in relazione con il suo rischio e con il tasso di rendimento offerto da investimenti privi di rischio. Più il rendimento è alto, più l’azione è interessante.
È un modello complesso di valutazione, per questo motivo nelle pagine seguenti lo abbiamo semplificato per aiutarvi a scegliere da soli le vostre azioni.
PASSO DOPO PASSO
Comprare da soli azioni in Borsa
Vi riassumiamo alcuni punti che dovete rispettare se volete acquistare azioni: la capitalizzazione della società deve essere tra 500 milioni e 3 miliardi di euro; il rapporto prezzo-valore contabile deve essere tra 0 e 1,5; il rapporto tra debiti a lunga scadenza e patrimonio netto non deve essere superiore a 2.
Valutate quanto è solida la società
Valutate azioni che hanno un rapporto prezzo-valore contabile compreso tra 1 e 2,5. In questo periodo, però, molte azioni hanno scontato il pessimismo dei mercati e hanno un rapporto inferiore a 1. Potete quindi abbassare l’asticella tra 0 e 1,5. Attenzione, però: un rapporto troppo vicino allo 0 potrebbe portarvi a incontrare società rischiose. I passi successivi vi aiuteranno a capire come evitarle.
La capitalizzazione è il prezzo di mercato di una società: in pratica è il prezzo di Borsa di un’azione moltiplicato per il numero di azioni della società. I titoli di una grande azienda di solito hanno un prezzo poco distante da quello “giusto”. Un’azione più piccola, invece, è un po’ come una miniera d’oro ancora nascosta. Scegliete, quindi, azioni che hanno una capitalizzazione compresa tra 500 milioni e 3 miliardi di euro.
Considerate l’attività e la localizzazione
Diffidate delle società che fanno parte di settori molto di moda o definiti “in crescita”. Se ne identificate uno, è difficile che siate gli unici a scoprirlo: spinti dall’entusiasmo, i prezzi dei titoli di questi settori sono solitamente troppo cari (ad esempio, i social network). Inoltre, è probabile che la crescita del settore stimoli la nascita di società concorrenti: quindi il successo di una singola società può durare molto poco. State alla larga dai settori in crisi strutturali come quello dell’aeronautica civile.
Evitate i Paesi afflitti da problemi strutturali (come per esempio il Giappone) e concentratevi sulla localizzazione dell’attività di una società più che sul suo Paese d’origine (Autogrill, per esempio, realizza più del 70% dei ricavi fuori dall’Italia). Analizzate le azioni che alcuni buoni fondi d’investimento hanno in portafoglio. Per trovare i fondi di cui fidarsi, consultate la nostra rivista Fondi Comuni.
Consultate i documenti contabili
Una volta fatta una prima scrematura, andate sul sito internet della società che state analizzando e cercate il documento contabile più recente: di solito bilanci e relazioni periodiche sono in una sezione del sito chiamata “investor relations” (se non usate internet chiedete i documenti per posta). Nel documento scelto cercate il numero di azioni (nei bilanci è solitamente riportato nelle note integrative alla sezione “capitale sociale”): a questo punto basta moltiplicare questo numero per il prezzo di Borsa delle azioni e avete trovato la capitalizzazione.
E per il rapporto prezzo/valore contabile? Sempre nel bilancio della società cercate la voce “patrimonio netto”: dividete questo numero per il numero di azioni che avete trovato in precedenza. Poi dividete il prezzo di Borsa dell’azione per questo numero appena calcolato e avrete il vostro rapporto. Se non avete tempo di fare i calcoli, potete trovare i valori di capitalizzazione su alcuni siti online (per esempio, yahoo finanza) o nei giornali finanziari. I valori relativi al rapporto prezzo/valore contabile sono già calcolati sul Supplemento tecnico di Soldi Sette.
Analizzate la strategia
Prendete in considerazione solo società presenti in Borsa da almeno cinque anni. Se la società che state seguendo ha intenzione di acquisire una società il cui fatturato è superiore al proprio del 30%, abbandonatela. Perché? Le acquisizioni sono spesso pagate a caro prezzo e, quelle di grandi dimensioni, impiegano più tempo a generare le sinergie previste dai manager. Inoltre, tendono ad assorbire parecchie risorse, e questo significa, nel breve periodo, maggiori costi.
Verificate che il rapporto tra debiti a lunga scadenza e patrimonio netto sia sempre inferiore a 2. Il peso degli interessi grava troppo sugli utili, e il rimborso del capitale può minacciare di far fallire una società in caso di scarsa liquidità. Anche il valore dei debiti a lunga scadenza si trova nel bilancio della società. Non prendete in considerazione le aziende la cui attività principale produce meno dell’80% dei ricavi complessivi e le imprese che investono in attività molto differenti da quella principale. Evitate anche le holding, la cui attività consiste nel detenere partecipazioni in altre imprese. Diffidate delle imprese che per la prima volta puntano ad aprire filiali in differenti zone del mondo spesso si scontrano con norme giuridiche e fiscali che ne compromettono i risultati.
Date i voti e scegliete
A questo punto si tratta di verificare quanto effettivamente la società individuata sia sana, ben guidata e quindi capace di continuare a crescere nel futuro. A seconda della bontà di ciascuno di questi elementi attribuite un voto: la somma dei voti vi darà l’indicazione complessiva sulla qualità della società. Ecco come fare.
Forma: da 0 a 5 punti. Quanto è chiara la strategia? Gli obiettivi sono misurabili? Un punteggio di 5 corrisponde a eccellente. - Competenze: da 0 a 15 punti. Quanto più le competenze sono specifiche, consolidate e difficilmente imitabili da potenziali concorrenti, tanto meglio sarà per la società.
Ambizione: da 0 a 10 punti. Valutate se la strategia è ragionevolmente ambiziosa: una strategia che si limita a continuare la politica precedente o, al contrario, preveda cambiamenti troppo radicali, non è da considerarsi di qualità.
Crescita: da 0 a 10 punti. Premiate le società che puntano sulle loro competenze per espandersi in mercati geografici e settoriali vicini alla propria attività.
Voto sui risultati - Utile e ricavi: da 0 a 30 punti. In condizioni “normali” consigliamo di dare 30 punti solo se negli ultimi cinque anni i ricavi della società risultano in crescita media tra il 5 e il 10% all’anno e, contemporaneamente, la crescita dell’utile per azione si attesta nell’ordine del 10% medio annuo. Considerata la crisi del 2008, potete, però dimezzare questi valori. Abbassate il vostro voto quanto più i valori si discostano (in negativo) rispetto agli obiettivi. Ricavi e utili sono importanti perché possono darci un’idea di quanto la strategia adottata dalla società sia stata efficace. Trovate entrambi i valori nel bilancio della società, alla sezione “conto economico”.
Voto sui dirigenti - Gestione del denaro: da 0 a 15 punti. Controllate che l’ammontare del dividendo oscilli tra il 15% e l’85% dell’utile complessivo e che la liquidità in cassa non superi il 20% del totale dell’attivo (trovate questi valori sempre nel bilancio). Corporate governance: da 0 a 15 punti. Valutate il numero di consiglieri indipendenti nel consiglio di amministrazione, il rispetto del principio “un’azione un voto”, che ad esempio le controllate statali non rispettano (trovate queste informazioni sullo statuto della società) e la qualità delle informazioni contabili fornite dalla società. Sul Supplemento tecnico di Soldi Sette trovate il voto di corporate governance .
05 marzo 2011
Utenti connessi: 41 |
Servizio trasporti
Arte e Cultura


Utenti connessi: 41


